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Senza sonno il cervello muore

Nei topi la mancanza di sonno, per troppe ore consecutive, sarebbe in grado di spingere il cervello all‘autodistruzione, lo hanno appurato i ricercatori americani dell’Università del Wisconsin.

In pratica il cervello eliminerebbe, le cellule cerebrali sane al posto di quelle inutili ed oggetto del normale ”sistema di pulizia” attivato dal corpo.  La ricerca è stata condotta su un campione di topi da laboratorio sottoposti a tre diverse condizioni. In un gruppo i roditori hanno potuto dormire senza alcun limite, i topi di un secondo gruppo, invece, sono stati tenuti svegli per otto ore in più rispetto al normale mentre nel terzo gli animali sono stati privati del tutto del sonno per cinque giorni di seguito. Tra i topi che non avevano dormito le cellule erano attive solo nel 13,5% delle sinapsi, con alcune aree di connessioni distrutte per  la mancanza di sonno.

Aspartame

I sostituti dello zucchero come l’aspartame – commentano i ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston – sono utilizzati con l’intento di promuovere la perdita di peso e ridurre l’incidenza di sindrome metabolica, ma diversi studi clinici ed epidemiologici hanno suggerito che questi prodotti non funzionino molto bene a questo riguardo e al contrario potrebbero contribuire a peggiorare le cose. Il nostro studio ha dimostrato che l’aspartame blocca la fosfatasi alcalina intestinale che, in esperimenti precedenti, avevano dimostrato essere in grado di prevenire l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica. Riteniamo dunque che la causa del fallimento dell’aspartame sia da ricercarsi appunto nella sua azione di blocco degli effetti benefici della fosfatasi alcalina intestinale. Il nuovo studio appena pubblicato su Applied Physiology, Nutrition and Metabolism sembra adesso sostanziare questa ipotesi.

Favola Zen

Un topo, guardando da un buco che c’era nella parete, vide un contadino e sua moglie che stavano aprendo un pacchetto. Pensò a cosa potesse contenere e restò terrorizzato quando vide che dentro il pacchetto c’era una trappola per topi.
Corse subito nel cortile della fattoria per avvisare tutti:  “C’è una trappola per topi in casa, c’è una trappola per topi in casa!”
La gallina che stava raspando in cerca di cibo, alzò la testa e disse: “Scusi, signor topo, io capisco che è un grande problema per voi topi, ma a me che sono una gallina non dovrebbe succedere niente, quindi le chiedo di non importunarmi.”
Il topo, tutto preoccupato, andò dalla pecora e le gridò: “C’è una trappola per topi in casa, una trappola!!!”
“Scusi, signor topo, – rispose la pecora – non c’è niente che io possa fare, mi resta solamente da pregare per lei. Stia tranquillo, la ricorderò nelle mie preghiere.”
Il topo, allora, andò dalla mucca, e questa gli disse: “Per caso, sono in pericolo? Penso proprio di no!”
Allora il topo, preoccupato ed abbattuto, ritornò in casa pensando al modo di difendersi da quella trappola.
Quella notte si sentì un grande fracasso, come quello di una trappola che scatta e afferra la sua vittima.
La moglie del contadino corse per vedere cosa fosse successo, e nell’oscurità vide che la trappola aveva afferrato per la coda un grosso serpente. Il serpente velenoso, molto velocemente, morse la donna.
Subito il contadino, la trasportò all’ospedale per le prime cure: siccome la donna aveva la febbre molto alta le consigliarono una buona zuppa di brodo.
Il marito allora afferrò un coltello e andò a prendere l’ingrediente principale: la gallina.
Ma la malattia durò parecchi giorni e molti parenti andavano a far visita alla donna.
Il contadino, per dar loro da mangiare, fu costretto ad uccidere la pecora.
La donna non migliorò e rimase in ospedale più tempo del previsto, costringendo il marito a vendere la mucca al macellaio per poter far fronte a tutte le spese della malattia della moglie

Dieta yoyo

Dimagrire, riprendere i chili, perderli di nuovo e poi ingrassare ancora e di più. È ciò che temono tutti coloro che riescono a perdere peso. L’effetto è noto come «yo-yo». La colpa è del microbiota, la popolazione costituita da miliardi di batteri che abitano nel nostro intestino. È quanto emerge da ricerca una pubblicata sulla rivista «Nature». Secondo lo studio, condotto dagli studiosi dell’Istituto israeliano Weizmann, riuscire a «gestire» questi le oltre mille le specie presenti, un ammasso di microrganismi e virus per un peso complessivo che sfiora un chilogrammo, è il nuovo obiettivo da raggiungere per dimagrire in maniera significativa, ma soprattutto definitiva.


I ricercatori hanno condotto una sperimentazione sui topi, nella quale gli animali sono stati sottoposti a una dieta in cui i cibi normali si alternavano ciclicamente ad alimenti ricchi di grassi. Sono state così osservate le modifiche al microbioma intestinale, persistenti anche dopo la perdita di peso nei topi obesi e che contribuivano poi a far riguadagnare ai roditori il peso perduto, quando questi venivano di nuovo sottoposti ad una dieta ricca di grassi. Inoltre i microbiomi alterati, trasferiti in altri topi che non avevano subito alcuna dieta, causavano un aumento del peso anche in quest’ultimi. I ricercatori hanno anche potuto osservare che dopo una dieta, il microbioma alterato contribuisce nell’intestino alla riduzione dei livelli di alcune sostanze che si trovano in natura in alcuni frutti e verdure, chiamate flavonoidi, e a ridurre anche il dispendio energetico. Un trattamento a base di flavonoidi, secondo i ricercatori, potrebbe quindi aiutare a frenare il recupero del peso nei topi. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per esaminare il potenziale uso clinico di flavonoidi e altri metaboliti bioattivi come possibili terapie per una gestione efficace del peso a lungo termine.

Parkinson addio

La Malattia di Parkinson è causata da una perdita, progressiva e costante, di un gruppo di neuroni adibiti alla produzione della dopamina, un neurotrasmettitore fortemente coinvolto nella programmazione ed esecuzione di compiti motori, che produce nei pazienti parkinsoniani movimenti rallentati e tremore.
Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, i ricercatori hanno però dimostrato che la stimolazione di questi neuroni a specifiche frequenze – almeno nei topi- è in grado di ripristinare il normale ritmo cerebrale, fino a raggiungere risultati indistinguibili rispetto agli animali sani.
La stimolazione cerebrale è già ampiamente utilizzata per il trattamento dei sintomi motori del Parkinson, soprattutto in pazienti che non rispondono alla terapia farmacologica; quello documentato nella ricerca statunitense è tuttavia il primo tentativo di utilizzare la stimolazione cerebrale per fronteggiare un deficit di natura cognitiva, e i ricercatori ne sono ovviamente entusiasti.

Topo ringiovanisce

È possibile rallentare l’invecchiamento?

Dei ricercatori dell’Istituto Salk della California, hanno comunicato di esserci riusciti su topi affetti da invecchiamento precoce. I risultati sono stati sbalorditivi. Topi anziani sono stati ringiovaniti e la loro vita è stata allungata del 30%. Il test funziona anche su cellule umane in provetta. Si tratta di un esperimento complesso e ne passerà del tempo prima che si arrivi ad una vera e proprio cura rigenerativa. Ma lo studio dimostra che il processo di invecchiamento non è irreversibile ed è possibile intervenire per rallentarlo.

Topi spaziali

Andare sullo spazio crea lesioni al fegato. Lo hanno riscontrato gli scienziati, analizzando i topi di laboratorio inviati in orbita, una volta rientrati sulla terra.

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I topi Vichinghi

I ricercatori dell'Università di Uppsala, in Svezia, hanno dimostrato che i Vichinghi giungendo tra l'VIII e il X secolo d.C nella Gran Bretagna settentrionale, per fondare nuove colonie, hanno portato con sè un altro esercito invasore,

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Topi di carattere

I topi proprio come gli uomini, hanno differenti caratteri, e personalità. Ci sono i topi prepotenti, quelli timidi, quelli che reagiscono bene allo stress

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Il Re dei ratti

O il nodo dei ratti, è un bizzarro fenomeno naturale per cui alcuni ratti, per motivi del tutto sconosciuti hanno le code intrecciate in modo così indissolubile, da non riuscire a liberarsi per tutta la loro esistenza.

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Il Topo fa le smorfie

Studi della Università delle Hawaii hanno dimostrato che i topi mostrano una smorfia facciale quando provano dolore. Per determinare se le espressioni facciali dei topi si estendano al di là del dolore, queste sono state analizzate in presenza di vari stimoli.

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Sognare ratti

Sognare ratti è il segno che si hanno dei nemici. Significa anche ci si sente colpevoli, o che si hanno forti dubbi. In generale qualcosa di estremamente spiacevole che ci accade. Oppure un pensiero ossessivo (di invidia, di colpa, dubbio) che ci divora. Può anche rappresentare una persona che rassomiglia ad un ratto

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Il Topo grande attore

I topi sono brillanti attori.
Quando sono davvero atterriti da un predatore, in particolar modo un gatto si fingono morti, questo fatto allenta per qualche istante l’attenzione del felino, che spesso gioca solamente con il topo, fino ad ucciderlo.

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Topi da spiaggia

La Wear Abc News riferisce che è nato in Florida a Perdido Key Beach, un progetto per tutelare i topi da spiaggia, una specie in via di estinzione, che non sono più grandi di un pollice.

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