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Dalla storia, l'innovazione

Il futuro si può inventare solo partendo dal passato.

Il Bio-repellente ScappaTopo® nasce dalla più recente ricerca bio-tecnologica coniugata con una lunga indagine storica in biblioteche di mezzo mondo (Londra, Hong Kong, Parigi, Washington e Roma) su come gli antichi popoli dominavano la presenza dei topi.  Ecco alcuni antichi metodi:

dalla-storia-egittoEgitto
Nell’antico Egitto uno degli animali più venerati era il gatto, gli era stata dedicata persino una divinità: Bastet dal corpo di donna con testa di gatta e templi nella città di Bubasti. Chi uccideva un gatto, veniva condannato a morte, come narra lo storico Diodoro Siculo.

La venerazione degli antichi Egizi per i gatti era causata certamente al topo. Proteggere gli immensi granai dalle razzie dei topi, era una missione di importanza vitale per i sudditi del Faraone, missione demandata ai gatti. Ma quando i gatti non bastavano, il "Papiro di Ebers" (1.500 a.C.) consigliava di utilizzare i bulbi velenosi di una pianta: la Scilla marittima che cresce spontanea in tutto il Mediterraneo, che viene ancora usata come topicida. 


dalla-storia-romaRoma
Gli antichi Romani prediligevano l’uso della Nux Vomica, da cui si produce la stricnina, un potentissimo veleno inodore, che veniva introdotto in uova, uccelli morti, frutta per meglio ingannare gli odiati topi.

Plinio il Vecchio raccomanda, per sterminare i topi, il succo di Erba Carlina, mentre altri testi antichi parlano dell’infuso di radici e foglie di Helleborus foetidus e Rododendro, misti a polenta e grasso.


dalla-storia-medioevoMedioevo

L’elenco di vegetali usati nel Medioevo per avvelenarli è infinito, ma a tutti prima o poi i topi hanno sviluppato resistenza, assuefacendosi al veleno propinato, che diventava inefficace.

Avicenna, il grande medico di origine persiana, punta sul Realgar (miscela di arsenico, zolfo e calce viva).

Molte sono le piante con proprietà repellenti adoperate nel periodo Medioevale: la Mentuccia, la Catapuzia, il Pungitopo, il Ricino e il Tasso.


 dalla-storia-cinaCina

La Cina millenaria adottava metodi piuttosto efficaci per uccidere o repellere i topi, fra cui:

1. I semi della Zanthoxylum simulans Hance – il cosidetto Pepe Cinese;
2. I frutti della Cassia Fistula Linn
3. Le foglie della Menta Piperita.


 

dalla-storia-oggiRicerche moderne

Le ricerche moderne, hanno evidenziato le proprietà repellenti di molti elementi naturali come la Menta o la Cannella ma la loro efficacia è limitata nel tempo e non riescono a funzionare in modo soddisfacente.

Molti altri studi sono stati condotti sulle proprietà davvero incredibili dell’olfatto del topo.

L’olfatto è uno dei sensi ancestralmente a diretto contatto con la capacità di percezione e con la sfera emotiva. Un profumo ci fa venire in mente una valanga di ricordi positivi o negativi. Lo stesso accade al topo, il quale memorizza l’esperienza negativa legata ad un odore sgradevole e se non è spinto da assoluta necessità non si avvicinerà più a quel posto, sinchè l’odore persiste.

L’olfatto del topo, sensibilissimo è costituito da ben 1.000 differenti recettori e 200 milioni di cellule olfattive (contro i 10 milioni degli uomini), circa 1% del suo DNA (significa che nel topo 1 su 100 geni è dedicato all’identificazione degli odori). Ma i topi hanno anche un secondo modo per percepire gli odori, l’organo Vomeronasale (VNO), situato in una piccola cavità delle narici, che è un complesso laboratorio chimico di 100 celle altamente specializzate a rintracciare segnali di allerta. Questi messaggi raggiungono il cervello del topo attraverso un canale diretto e differente da quello olfattivo inducendo immediatamente comportamenti di fuga, in caso di percezione dell’odore di un potenziale pericolo.

ScappaTopo®, con i suoi componenti altamente specializzati, replica i segnali di allerta al VNO, che fanno scattare il messaggio di pericolo molto grave per il cervello del topo che decide immediatamente per la fuga.