Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Perchè è meglio non uccidere?

perche-e-meglio-non-uccidere1. Perché si possono uccidere con le esche avvelenate molte specie di animali “non bersaglio”:

  1. Il topo avvelenato, è in grado di uccidere rapaci o altri predatori, che se ne nutrono;
  2. Uccelli o altri animali selvatici, che si cibano di esche sfuse a base di cereali, muoiono avvelenati;
  3. Una recente indagine svolta per la Commissione del Parlamento Europeo nei mesi di  Gennaio - Maggio 2012, ha evidenziato che in Italia vi sono stati 282 casi di avvelenamento di animali di cui l’85% (241 animali) mortali e le specie maggiormente avvelenate da pesticidi sono i cani e i gatti;
  4. Le formiche disseminano l’ambiente di porzioni di esche avvelenate, inquinandolo;
  5. Animali di allevamento: polli, suini, cavalli etc. muoiono dopo l’ingestione anche di una sola dose di veleno.

2. Perché il topo ha sviluppato negli anni una formidabile resistenza al veleno dei topicidi anticoagulanti e può mangiarne dosi elevate senza subire nessuna conseguenza:

  1. La colonia, in presenza di una novità nel loro territorio (l’esca avvelenata) la fa testare da un topo sacrificabile e ne osserva le reazioni per giorni. Alla sua morte gli altri topi non mangiano più l’esca avvelenata, informandosi gli uni con gli altri della presenza del topicida;
  2. Recenti studi svolti in Germania sulla sequenza del DNA, hanno evidenziato che oltre il 90% dei topi esaminati (Mus musculus domesticus), hanno sviluppato una resistenza genetica agli anticoagulanti/topicidi che si trasmette per via ereditaria. Per questi topi le esche di quella tipologia sono diventate inefficaci;
  3. Il topo (Mus musculus domesticus), possiede un grado naturale di resistenza agli anticoagulanti/topicidi, che su di lui sono meno efficaci che su altre specie di roditori;
  4. Anche se il topo passa buona parte della giornata a leccarsi il pelo, le polveri velenose o sterilizzanti, cosparse sul suo cammino per essere ingurgitate durante la pulizia quotidiana, nonostante siano inodori, vengono neutralizzate ricoprendole con terra raspata.

perche-e-meglio-non-uccidere-33. Uccidendoli rischiamo di farne nascere molti di più e di accrescere la popolazione dei topi per il noto fenomeno della Ripopolazione (Più ne uccidiamo, più ne nascono!)

  1. Alcune ricerche, in alcune città italiane, hanno evidenziato la sorprendente velocità di recupero della popolazione dopo una massiccia derattizzazione (entro 9/12 mesi la popolazione dei topi si è reintegrata nel numero);
  2. Alla morte per avvelenamento di un individuo della colonia, si avvia immediatamente un processo di riproduzione “straordinario” per reintegrare il topo ucciso con decine di individui, che altrimenti non sarebbero nati;
  3. Le femmine in calore (che dura circa 6 ore) consumano fino a 500 rapporti con molti maschi. Lo fanno soprattutto per conservarne il seme e per ingravidarsi da sole quando serve (Ritenzione degli zigoti). Quindi per popolare di topi un territorio, basta solo la presenza di una femmina;
  4. La riproduzione normale di una femmina di topo (Mus musculus domesticus), che vive circa 2 anni è di circa 35 figli l’anno, ma in condizioni “straordinarie” il numero può facilmente arrivare a 80/100 individui l’anno;
  5. Le femmine, se necessario, sono in grado di accoppiarsi nuovamente subito dopo aver dato alla luce i piccoli (Estro post partum).

perche-e-meglio-non-uccidere-44. Perché i topicidi possono rappresentare un grave rischio per gli esseri umani, soprattutto per i bambini, in quanto spesso hanno colori, forme e odori molto attraenti.

  1. Alcuni bambini, giocando nel cortile di un asilo a Venezia, nel Maggio 2013 sono rimasti intossicati da topicidi trovati nel giardino (vedi articolo del 14.5.13 Corriere Veneto);
  2. Il Centro Antiveleni di Milano, segnala che in Italia nel 2000, ci sono stati 1.453 casi di intossicazioni acute dovute ad incidenti per uso di disinfestanti (insetticidi, fungicidi, tarmicidi). Gli incidenti sono accaduti in più di 1/4 dei casi (27%) a dei bambini. Dal 1998 al 2000 i casi si sono mantenuti pressoché costanti.
  3. In America i dati del NPDS (National Poison Data System ) per il 2011 sono impressionanti, oltre 88.800 casi di avvelenamento da rodenticidi, che hanno coinvolto più di 38.000 bambini da 0-5 anni. Di questi casi 17 sono risultati mortali.  

5. Perché i topicidi espongono l’ambiente ad un grave rischio di contaminazione, mettendo a repentaglio l’intero ecosistema.

  1. Il rilascio di carcasse di topi avvelenati rappresenta una seria fonte di inquinamento nell'ambiente urbano, molto di più di quanto lo siano i topi vivi, aggravata dal fatto che l’emorragia interna provocata dal rodenticida, spinge l’animale a gettarsi in acqua per bere, dove muore;
  2. Spesso le carcasse dei topi, rintanate in anfratti non facilmente raggiungibili, creano con la loro decomposizione inquinamenti igienici più gravi del loro effetto iniziale;
  3. L'impatto ambientale dei topicidi è notevole: passano nelle falde e causano danni agli organismi acquatici, contaminando i sedimenti ed alcuni si comportano da distruttori endocrini (interferiscono con il funzionamento del sistema ormonale di molti organismi viventi, uomo compreso).