Studi della Università delle Hawaii hanno dimostrato che i topi mostrano una smorfia facciale quando provano dolore. Per determinare se le espressioni facciali dei topi si estendano al di là del dolore, queste sono state analizzate in presenza di vari stimoli.

In un test di contatto le vibrisse ed i baffi di topi sono stati sollecitati dalle setole di una spazzola. In un test di prossimità sociale, due topi sono stati messi insieme in una piccola camera dove il contatto era praticamente inevitabile. In un test di reazione all’aggressione di un intruso, un topo sconosciuto è stato inserito nella gabbia di un altro topo. Infine un test ha messo a contatto l’urina di un gatto con un ratto. I topi hanno avuto diverse espressioni facciali a seconde degli stimoli.

I risultati di questo studio hanno indicato che i topi hanno mostrato diverse espressioni del viso, caratterizzate da occhi stretti, naso che si gonfia e da guance appiattite o sbuffanti o persino una visualizzazione più limitata di questi cambiamenti facciali.

La visualizzazione differenziata delle modifiche facciali indica che i topi hanno mostrato gli occhi stretti e orecchie appiattite quando erano a rischio di contatto immediato con un potenziale pericolo, suggerendo che tali cambiamenti sono coinvolti nella protezione delle parti vulnerabili ed indicando, inoltre che tali espressioni sono ampiamente distribuiti nella popolazione dei topi.