La Malattia di Parkinson è causata da una perdita, progressiva e costante, di un gruppo di neuroni adibiti alla produzione della dopamina, un neurotrasmettitore fortemente coinvolto nella programmazione ed esecuzione di compiti motori, che produce nei pazienti parkinsoniani movimenti rallentati e tremore.

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Current Biology, i ricercatori hanno però dimostrato che la stimolazione di questi neuroni a specifiche frequenze – almeno nei topi- è in grado di ripristinare il normale ritmo cerebrale, fino a raggiungere risultati indistinguibili rispetto agli animali sani.

La stimolazione cerebrale è già ampiamente utilizzata per il trattamento dei sintomi motori del Parkinson, soprattutto in pazienti che non rispondono alla terapia farmacologica; quello documentato nella ricerca statunitense è tuttavia il primo tentativo di utilizzare la stimolazione cerebrale per fronteggiare un deficit di natura cognitiva, e i ricercatori ne sono ovviamente entusiasti.